Perché viaggiare può veramente arricchire il tuo curriculum: 5 importanti Soft Skills che apprenderai “On the Road”

Ti piace viaggiare?

Vuoi scoprire che impatto viaggiare può avere sulla tua crescita professionale?

Se la tua risposta è sì sei nel posto giusto. In questo articolo ti spiegherò come viaggiare può migliorare la tua posizione lavorativa e ti presenterò una serie di competenze trasversali che si possono acquisire e migliorare viaggiando.

Prima di cominciare però vorrei che tu avessi ben chiaro in mente il concetto di soft skills, o competenze trasversali.

Citando un blog post di Start2Impact, le soft skills sono le capacità relazionali e comportamentali, ovvero le modalità con cui interagiamo con gli altri sia sul posto di lavoro che nella vita di tutti i giorni.

La loro importanza nel Curriculum è fondamentale: forniscono un’idea precisa della persona che siamo, della nostra personalità e dei nostri atteggiamenti.

Le soft skills possono fare davvero la differenza quando ci candidiamo per una determinata posizione.

A questo punto ti starai chiedendo come puoi sviluppare le tue soft skills, immagino.

Le soft skill sono difficili da sviluppare perché, cito Almalaurea, sono il risultato del nostro background socio-culturale, frutto di comportamenti ed esperienze vissute, professionali e personali.  

Se le esperienze professionali riguardano il lavoro, le esperienze personali riguardano la nostra vita. E sai qual è il modo migliore per intraprendere nuove esperienze di vita?

Credo che viaggiare sia il modo migliore per affrontare nuove esperienze di vita, perché viaggiare arricchisce il nostro background, o bagaglio culturale, come nient’altro.

Non c’è niente di meglio di un viaggio per mettersi alla prova spingendosi verso nuove realtà.

Hai mai sentito, una volta tornato da un viaggio, quella sensazione di essere molto più ricco rispetto a prima della partenza; ti è mai parso di avere qualcosa in più? Non parlo del portafoglio, a meno che tu non abbia vinto al “Turista per sempre”, e non parlo nemmeno dei souvenir. Parlo dei ricordi.

Hai fatto cose che prima non avresti mai avuto modo di fare. Hai conosciuto persone, affrontato imprevisti, ti sei messo alla prova agendo in contesti sconosciuti, allargando i tuoi orizzonti. Hai fatto esperienze nuove, e per questo ti senti più ricco.

Perché effettivamente lo sei.

Quindi, ricapitolando:                                     

  • Viaggiare amplia considerevolmente il tuo background  
  • Le softskills sono il risultato del tuo background.
  • Le soft skills giocano un ruolo fondamentale nel curriculum.

Le soft skills sono il frutto dei soli viaggi che facciamo? Assolutamente no.

Possiamo però affermare che i viaggi ci aiutano nell’acquisire soft skills e a svilupparle? E quindi, di conseguenza, possiamo concludere che i viaggi possono avere un impatto concreto sul curriculum e sulla nostra crescita professionale?

Beh, a fronte delle tre considerazioni precedenti, direi proprio di sì.

I viaggi ci aiutano ad acquisire soft skills e a svilupparle, quindi possono avere un impatto sul nostro curriculum, dunque sul nostro lavoro.

QUALI SOFT SKILLS PUOI ACQUISIRE E SVILUPPARE VIAGGIANDO?

Ne ho selezionate 5, fondamentali, che hanno uno stretto legame con i viaggi.

1) PROBLEM SOLVING: LA CAPACITA’ DI RISOLVERE I PROBLEMI.

Nella maggior parte dei casi, quando si viaggia, ci si imbatte in imprevisti inaspettati. Viaggiando ci si sposta da una condizione di “sicurezza” ad una condizione di “insicurezza”.

Come puoi sapere ogni cosa con certezza quando ti ritrovi in una realtà completamente nuova e distante da quella abituale?

In viaggio può succedere di tutto in qualsiasi momento. Puoi informarti prima di partire per prevenire il rischio, ma non potrai mai essere sicuro al 100% che le cose andranno come pensi. Prima o poi ti troverai ad affrontare un imprevisto.

 E dove c’è un imprevisto, c’è un problema da risolvere.  

Quando ero in Patagonia, all’età di 19 anni, sono rimasto a piedi lungo una strada deserta. Mi ero distratto e sbandando avevo forato una gomma della jeep. Fortunatamente avevo la ruota di scorta, ma sfortunatamente non avevo il crick. Fuori dal veicolo faceva un freddo impressionante, come solo in Patagonia può fare, e pioveva a dirotto. Erano le 4 del pomeriggio e la luce stava calando. Ero nel panico.

Dovevo trovare una soluzione per cambiare la ruota e proseguire, non potevo rimanere bloccato lì ancora a lungo.

Così appena vidi una macchina non ci pensai due volte e le corsi incontro. L’autista scese in mio soccorso, ma il suo crick non era delle dimensioni giuste. Scoprì in quel momento che esistono diversi tipi di crick, chi lo avrebbe mai detto. Non potevamo fare altro che usare ciò che la natura ci offriva in quel momento: sassi e pietre.

Sistemammo una spessa roccia sotto alla base del crick, in modo tale che potesse raggiungere il livello del telaio della jeep, e in qualche modo riuscimmo a farcela.

Dopo questo episodio, che è solo uno dei tanti, pensi che la mia posizione nei confronti dei problemi sia rimasta la stessa? Pensi che non abbia imparato nulla da quel viaggio in Patagonia – a parte il fatto che esistono diversi tipi di Crick- su come reagire quando mi trovo in difficoltà?

Come dicevo all’inizio, nella maggior parte dei casi viaggiare ti pone davanti a degli imprevisti, e quindi a dei problemi.

Problemi ai quali non potrai voltare la faccia, problemi che non potrai ignorare o posticipare. Imparerai a reagire, perché non avrai altra scelta. Se prima ti tiravi indietro, dopo non lo farai. Se prima cercavi di delegare la cosa a qualcun altro, dopo sarai tu stesso a incaricartene. 

Viaggiare non ti fornisce la soluzione al problema, ma ti mette nelle condizioni tali da saper affrontare un problema col giusto atteggiamento. Il che si avvicina molto alla definizione stessa di “problem solving”.

2) SPIRITO DI ADATTAMENTO

Viaggiare è fondamentale per allenare il proprio spirito di adattamento, ovvero la capacità di sapersi adeguare alle circostanze. Perché si, le circostanze, in viaggio, non sono sempre piacevoli.

 Il viaggio non consiste solo nel fare ciò che vogliamo quando vogliamo, ci sono dei casi in cui non possiamo fare altro che scendere a compromessi con la realtà che ci circonda, e cercare di ambientarci al meglio.

Questo vale per i viaggi come per il lavoro. Anche se si tratta di un lavoro che ti piace, ci saranno delle occasioni in cui ti troverai a fare qualcosa che non ti va a genio. Io sono un barman e sono abituato a lavorare la sera, ma non sai quante volte io abbia dovuto fare il servizio colazione, nel bar in cui lavoravo.

Non devi, e non puoi, pensare che viaggiando sarai sempre a tuo agio. Così come non puoi pensare che lo sarai sempre anche sul lavoro.

Viaggiando esci dalla tua comfort zone – la dimensione in cui non succede mai nulla di nuovo – per questo ci saranno casi in cui tutto ti apparirà come un’insidia. Ricordati che tenderai sempre a percepire come insidie le cose che non conosci o di cui non hai ancora fatto esperienza diretta. 

Le cose nuove ci disorientano, e a nessuno piace sentirsi spiazzato.

 Lavorando probabilmente ti verrà chiesto di fare qualcosa che non sei abituato a fare. Sia nei viaggi che nel lavoro potrà capitarti di trovarti in situazioni nelle quali non avresti mai voluto essere.

Quando ero in Bolivia ho dormito in un rifugio a 4000 metri, c’erano 5 gradi sotto lo zero e il tetto era composto da un semplice telone di plastica. Pensi che mi trovassi a mio agio? E riguardo al lavoro, pensi che mi sia piaciuto servire cappuccini e brioches, quando ho sempre e solo fatto cocktail? Certo che no, ma in entrambi i casi non avevo scelta.

In viaggio, e sul lavoro, potrà capitarti di sentirti un po’ in soggezione di fronte ad una nuova realtà. Ma questa è una cosa comune a tutte le novità, ed è normalissimo.

 L’unica cosa che puoi fare è accettare la cosa e adattarti.

Se non lo farai tu, non sarà certo lei ad adattarsi a te. E, nel caso lavorativo, il tuo datore di lavoro non ne sarà entusiasta.

Proprio perché viaggiando incontrerai spesso la necessità di adattarti ti risulterà più facile farlo quando ti troverai in un contesto lavorativo.

Se sono sopravvissuto a quella notte in Bolivia, perché non potrei servire dei semplici caffè alle 9 di mattina?

3) CAPACITA’ ORGANIZZATIVE

Diciamoci le cose come stanno: organizzare un viaggio non è semplice, e non è per tutti. Altrimenti non esisterebbero le agenzie di viaggio, i tour operator e i travel blogger.

L’anno scorso ho avuto la fortuna di fare un viaggio di un mese tra il Cile, la Bolivia ed il Perù.

 Tanto per cominciare, per fare quel viaggio dovetti dare tutti gli esami del secondo semestre del mio primo anno di università entro luglio. Poi, mentre li preparavo, dovetti lavorare per mettere da parte i soldi necessari. Ma non finisce qui.

Sai quanto tempo ho impiegato ad organizzare l’intero viaggio? Più o meno due mesi, esattamente il doppio della durata effettiva del viaggio stesso.

Organizzare un viaggio è un casino. Bisogna fare ricerche sul clima del paese e delle sue attrazioni, tenendo sempre in considerazione il tempo e i soldi a disposizione. Bisogna informarsi sui vaccini necessari per l’ingresso, leggere le guide per capire che attività fare, consultare i blog e wikitravel per le testimonianze, controllare i forum di tripadvisors, le pagine facebook e instagram, le opinioni sui siti web delle agenzie locali, bisogna cercare i voli migliori su Skyscanner. Ma non è tutto.

Bisogna calcolare le distanze su google maps, i tassi di cambio tra una valuta e un’altra, individuare una spesa media giornaliera per pianificare un budget totale, cercare i trasporti pubblici su Rome2Rio, cercare i quartieri migliori della città, i migliori alloggi, l’assicurazione. E tante altre cose, ma mi fermo qui perché so che ti sta già venendo il mal di testa.

Organizzare un viaggio è sfiancante. Ma se sei in grado di farlo, non penso che incontrerai grandi problemi quando si tratterà di pianificare qualcosa a lavoro. E no, non mi stupirei se incaricassero proprio te. 

4) TIME MANAGEMENT

Time management, ovvero la capacità di gestire il tempo a disposizione per portare a termine determinati obiettivi.

È una soft skills fondamentale sul lavoro, perché spesso ti troverai ad operare in un arco di tempo limitato, quindi dovrai essere efficiente nella pianificazione delle tue giornate. Si, ma questo cosa centra con i viaggi?

Centra eccome, perché anche in viaggio dovrai sempre tenere in considerazione due fattori fondamentali: i soldi e, appunto, il tempo.

 A meno che tu non sia partito con l’idea di girovagare senza meta con una disponibilità economica illimitata, e questo è difficile, ti troverai spesso a dover contare i minuti per organizzare le tue giornate al meglio.

Organizzare un viaggio è difficile, come già detto prima, ed è impossibile pianificare tutto nel dettaglio prima di partire. Se sei stato bravo e attento avrai un itinerario da seguire, una lista di attrazioni da non perdere, saprai bene o male come impiegherai il tuo tempo. Ma non potrai prenotare tutto da casa e seguire ogni singolo dettaglio.

A volte dovrai improvvisare e pianificare le giornate giorno per giorno.

Quando sono partito per il Sud America sapevo molto indicativamente che itinerario avrei seguito, come mi sarei spostato da un paese all’altro, che attività avrei fatto. A volte non sapevo nemmeno dove mi sarei fermato a dormire, sapevo solo che in quella località non avrei avuto problemi a trovare un alloggio.

Ogni mattina organizzavo il grosso delle mie avventure basandomi sul tempo che avevo a disposizione, valutando costantemente le alternative che mi si presentavano strada facendo.

Sapevo che sarei stato via 30 giorni effettivi, e che in quei 30 giorni avrei fatto il massimo per vedere tutto ciò che potevo. Cos’ho fatto a tal proposito? Per esempio, per un mese ho utilizzato solo bus notturni per risparmiare le ore di luce e i soldi dell’alloggio. Alla fine riuscì a fare molto di più di quello che pensavo sarei riuscito a fare.

Viaggiando imparerai a gestire il tempo e a pianificare le tue attività in base a quello. Dovrai fare dei sacrifici, probabilmente non sarà facile. Ma ne varrà la pena.

5) TEAM WORK

Team work, ovvero la capacità di lavorare in gruppo. Questa è una delle soft skills più importanti da sviluppare perché una delle più richieste delle aziende, quindi immagino che tu ne abbia già sentito parlare.

Perché saper lavorare in gruppo è fondamentale?

Perché spesso ti troverai a collaborare con gli altri per eseguire un certo lavoro, e quindi è necessario che tu sappia comportarti nel modo corretto per farlo al meglio. A prescindere dal ruolo che ricoprirai, difficilmente sarai libero di operare sempre in completa autonomia.

E in viaggio?

Sia che tu decida di partire con un gruppo di amici, sia che tu decida di partire da solo, dovrai in qualche modo relazionarti con gli altri.

Quando sei in viaggio con i tuoi amici, non ti capita di discutere ogni tanto? Magari per delle cavolate, tipo la scelta del ristorante, o del locale. Ti capita eh?

 Ma certo, ognuno ha i propri interessi e le proprie abitudini. Se uno è abituato a mangiare la pizza al venerdì sera ed è un amante dell’arte contemporanea, probabilmente preferirà mangiare la pizza e visitare un museo di arte contemporanea.

Magari tu preferisci la carne alla pizza e di arte contemporanea non ne capisci nulla, preferiresti una partita di calcio o il museo di storia. E quindi?

In qualche modo dovrete scendere a patti e trovare un compromesso.

Quando ero in Sudamerica ero in compagnia di due dei miei migliori amici. Una sera, quando dovevamo decidere che attività fare in Perù, ci scannammo nel bar dell’ostello di fronte a una decina di inglesi divertiti. Io volevo fare un trekking perché mi piace la montagna, uno degli altri non era mai stato abituato a camminare, e non era certo intenzionato a farlo in quel momento, a 5000 metri lungo le Ande.

 Litigammo pesantemente, il clima tra di noi si fece pesante.

Alla fine trovammo un modo perché tutti fossimo accontentati. Decidemmo di fare il trekking a patto che poi avremmo fatto anche un’altra attività, e la cosa finì lì. Il trekking fu pesante, ma ci aiutammo tra di noi.

Nei punti in cui la salita era ripida ci scambiavamo occhiate e cenni di incoraggiamento. Se qualcuno aveva un problema gli altri si fermavano in attesa che il compagno si riprendesse. Se lo zaino era troppo pesante facevamo a turno per portarlo in spalla. Se uno di noi non aveva l’acqua poteva sempre contare sulla borraccia dell’altro.

Insomma, giocammo di squadra, e alla fine fummo i primi a raggiungere il traguardo – che poi era una certa Machu Picchu. E fu una sensazione fantastica. Non era solo una questione personale, era una cosa che riguardava tutti e tre.

E se decido di viaggiare da solo?

Beh, se decidi di viaggiare in solitaria, saper lavorare in gruppo sarà ancora più importante, perché il gruppo sarà formato da sconosciuti.

Non potrai conoscere la personalità di ogni componente così come conosci quella dei tuoi amici. Non ne conoscerai i pregi, i difetti, i punti di forza o le debolezze. E tutto sarà più complicato.

2 anni fa feci un viaggio da solo in Andalusia. Sai quanto tempo impiegammo, io e il mio gruppo di “amici” appena conosciuti, a decidere un locale in cui fare serata? Un’ora e mezza. Si, un’ora e mezza per decidere un locale. Tutti volevano fare di testa propria, me compreso, e ad un certo punto pensai che stavamo discutendo inutilmente: di quel passo avremmo fatto serata in quel modo. Eravamo in 6 ed erano in ballo 2 locali, quindi eravamo 3 su di uno e 3 su quell’altro.

Decisi di cambiare posizione e schierarmi a favore degli altri. Così la situazione si risolse e partimmo. Inizialmente non ero per niente convinto, poi si rivelò una delle serate più epiche che io abbia mai fatto.

Viaggiando entrerai in contatto con tantissime nuove persone. Alcune lasceranno un’impronta indelebile nella tua vita, altre le dimenticherai il giorno dopo. Apprenderai che ogni persona è diversa da te, chi più chi meno, ma non ti lascerai fermare dalla diversità, e imparerai a relazionarti meglio con tutti. Perché non avrai scelta.

Capirai che non tutto gira intorno a te e che la cosa più sbagliata che tu possa fare è pensare di essere migliore degli altri.

Imparato questo, sicuramente sarai in grado di collaborare meglio, quando ti verrà chiesto di farlo a lavoro.

Eccoci alla fine. In questo articolo ho cercato di spiegarti come e perché i viaggi possono arricchire il tuo curriculum e migliorare la tua posizione lavorativa. Ti ho anche fornito 5 esempi di Soft skills che potrai sviluppare viaggiando: Problem solving, spirito di adattamento, organizzazione, gestione del tempo e team work.

One thought on “Perché viaggiare può veramente arricchire il tuo curriculum: 5 importanti Soft Skills che apprenderai “On the Road”

  1. I tuoi esempi spiegano molto bene le soft skills che, inconsapevolmente, sviluppiamo viaggiando. Me ne ero già resa conto ma leggerlo in un post dedicato rafforza la mia teoria che esplorare ciò che ci circonda ci trasforma.

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